SMART WORKING : Cos’è ?

Come funziona lo smart working?

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Vogliamo capire insieme a VOI lavoratori e illustratori come gestire lo Smart Working e quali sono le difficoltà del “Lavoro Agile”

Che cos’é lo SMART WORKING? Come può la formazione essere utile agli smart-worker?

Oggi cercheremo di assolvere al meglio questi semplici quesiti che, quasi sicuramente, ronzeranno anche nella vostra testa…

Lo Smart Working, o Lavoro Agile, è una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari di lavoro.

Sostanzialmente il lavoratore smart-worker ha la possibilità di lavorare anche al di fuori del proprio ufficio di appartenenza e con minori vincoli di orari, in completa autonomia ma con una maggiore responsabilizzazione dei risultati lavorativi.

Ovviamente il fatto di lavorare fuori dalla propria sede aziendale comporta anche una scelta degli strumenti di lavoro, in linea con le esigenze del proprio svolgimento dei compiti.

Insomma in generale per “smart working” si parla di un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all’interno di un’azienda.

Quali sono i vantaggi dello smart working?

Ci sono numerosi vantaggi che mi piacciono molto.

Innanzitutto parliamo di un netto miglioramento del work-life balance.

Sì perché lo smart-worker può organizzare la sua giornata al meglio in concomitanza con impegni famigliari e personali ad esempio. 

Si parla anche di riduzione dei tempi e riduzione dei costi di trasferimento. Questo ovviamente può incidere tantissimo ad esempio per una neo-mamma lavoratrice (come me) e facilitare tante esigenze pratiche che hanno le donne con un bambino ancora molto piccolo da gestire.

Un’altro aspetto che mi piace moltissimo è che lo Smart-Working è assolutamente eco-friendly. Consente infatti di produrre benefici misurabili anche per l’ambiente ad esempio in termini di riduzione delle emissioni di CO2, riduzione del traffico, migliore utilizzo dei trasporti pubblici. Consideriamo che in media le persone percorrono circa 40 chilometri per recarsi al lavoro…ipotizzando almeno un giorno alla settimana di lavoro da remoto, si potrebbe parlare di ottenere un risparmio (in termini di emissioni per persona) pari a 135 kg CO2 all’anno.

Leggendo vari articoli pubblicati da “IlSole24Ore” mi sono resa conto che ormai le aziende che guardano al futuro non potranno più fare a meno dello Smart-Working: “Nel 2022, il 65% della forza lavoro europea, e quindi 123 milioni di individui, sarà composta da mobile worker (…)

Inoltre “Con la Legge 22 maggio 2017 n. 81 recante «Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato», l’Italia si è dotata di una normativa volta a agevolare sia un sistema di tutele economiche e sociali per i lavoratori autonomi, che svolgono la loro attività in forma non imprenditoriale, sia l’adozione di modalità flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative all’interno dei rapporti di lavoro subordinato “(…)

Come si muovono le aziende per adottare questa nuova organizzazione lavorativa?

Come elenca l’Osservatorio dei Politecnico di Milano lo Smart Working si basa su quattro pilastri fondamentali: revisione della cultura organizzativa, flessibilità rispetto a orari e luoghi di lavoro, dotazione tecnologica e spazi fisici ( proprio per questo capirete che diventa fondamentale l’aspetto organizzativo di questi quattro punti così importanti ).

Esistono poi delle criticità abbastanza lampanti del “lavoro fuori sede” come il lavorare troppo, oppure la mancanza del “diritto della disconnessione”, il rischio di sentirsi alienati dal contesto lavorativo, etc.

Proprio perché non esiste un modello standard di “lavoro agile” tutte queste criticità devono essere evitate con delle implementazioni costruttive.

Allo scopo di non apportare alcuna lacuna rispetto a questa struttura  lavorativa così delicata, le aziende scelgono di studiare e approfondire l’argomento tramite un’unica definitiva soluzione: la FORMAZIONE AZIENDALE, la quale è attualmente il cardine fondamentale per evitare le problematiche che si possono presentare.

Io per prima ho sperimentato che ad esempio l’organizzazione degli spazi e della postazione è FONDAMENTALE, specie se si lavora a casa.

Come funziona effettivamente lo Smart-Working?

Riguardo agli spazi ed alla postazione di lavoro è molto importante ad esempio evitare affaticamenti che potrebbero portare a problemi agli occhi oppure assumere una postazione corretta dal punto di vista ergonomico (per evitare disturbi muscolo-scheletrici).

Giusto l’altro giorno mi sono resa conto di lavorare sul tavolo della mia cucina, al buio ma con il video-terminale acceso da più o meno 4 ore. Non avendo intorno un ufficio “fisico” mi sono quindi “alienata” nel mio compito della giornata.

Certo ho potuto lavorare indisturbata e perciò anche molto concentrata, ma alla fine del mio orario mi sono sentita molto stanca, con la vista appannata e per di più immersa nel buio della stanza.

Come si può rimediare alla “alienazione dello smart-worker”?

Semplice. Con la consapevolezza.

La carenza di Formazione del personale quindi incide significativamente sulle probabilità di accadimento dei rischi anche per gli smart-worker: frequentare corsi di formazione sulla Sicurezza e Salute nei luoghi di lavoro.

Parlare ad esempio nello specifico di “Videoterminali ed Ergonomia del posto di lavoro” può essere utile per far crescere in noi la consapevolezza di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato e per renderci abili ad un’auto-correzione di alcuni classici errori da manuale.

Fare formazione in questo senso incide positivamente sul lavoro fuori dall’azienda, ancora di più perché spesso lo smart-working avviene in solitudine. Diventa quindi basilare essere consapevoli delle normative vigenti per applicarle a noi stessi e fare in modo di autotutelarsi.

E poi in quelle 4 ore di lavoro pomeridiane forse mi sarei anche resa conto che concedermi una breve pausa con un tè caldo tra le mani, mi avrebbe anche permesso di distrarmi mentalmente e ritrovare più energie per proseguire.

Ovviamente la prossima volta lo farò! Una bella tazza di tè fumante. 

Rigorosamente con una goccia di latte, come fanno gli Inglesi

J.K. ROWLING presenta The Ickabog


J.K. ROWLING presents The Ickabog

The Ickabog è la nuova storia di J.K. Rowling che pubblicherà on-line fino a Luglio. La scrittrice inglese famosa per aver creato la saga del mago Harry Potter, ha deciso di condividere gratuitamente tutti i capitoli di questa nuova fiaba rivolta ai bambini. L’annuncio è stato dato proprio dalla Rowling attraverso il social Twitter, spiegando di come ha voluto dare un contributo a tutti i bambini attualmente coinvolti in questo periodo di lockdown.

The Ickabog fu scritta dalla Rowling più di dieci anni fa e racconta di come era stato accantonato (per poter portare avanti altri progetti) nella soffitta di casa, fino a quando ha di recente rispolverato la storia proprio per rileggerla ai suoi figli, ricordando con piacere i passaggi più convincenti del manoscritto.

Rowling ha inoltre indetto un concorso per quando il libro verrà stampato su carta: le edizioni (di tutto il mondo) di The Ickabog saranno infatti accompagnate da illustrazioni che verranno scelte tra quelle che i lettori del racconto invieranno alla scrittrice nelle prossime settimane. Per scoprire di più a riguardo e per conoscere tutte le indicazioni (in aggiornamento) sul concorso cliccate qui sotto:

Rowling
The Ickabog

https://www.theickabog.com/home/

ILLUSTRATORI Dark


DARK Illustrators


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Quali sono gli illustratori più dark da seguire? Dobbiamo dire la verità, ci siamo divertiti moltissimo a cercare le opere più nere ed oscure del mondo dell’illustrazione, ma la verità è che solo alcuni corrispondono alla Carta d’Identità che avevamo disegnata nella nostra mente.

I nostri requisiti erano molto “selettivi”, poiché abbiamo cercato di metterci al Vostro posto, cari lettori … Quindi abbiamo immaginato questa scena : VOI davanti al vostro personal computer intenti a curiosare nel nostro articolo.

Quale espressione assumerete davanti a queste illustrazioni dark?

Noi speriamo di vedervi scioccati, stupiti ed anche un po’ divertiti … BUONA VISIONE!


ARTISTIC TOOLS : Strumenti originali per dipingere


ARTISTIC TOOLS : Originals Tools for painting

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